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lunedì 17 maggio 2010

LO STALKING

Sono circa 3 milioni le donne vittime dello stalking,ma anche gli uomini ne sono oggetto.
Fenomeno caratterizzato da insistenza e reiterazione di un comportamento o atto persecutorio volto a molestare la vittima o a porla in uno stato di paura e soggezione, provocandole un disagio fisico e psichico tale da comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
Si tratta di messaggi, telefonate silenti nel cuore della notte, sms osceni, regali indesiderati... e-mail insistenti, esposizione di foto e video intimi privati riguardanti la vittima, appostamenti e pedinamenti che possono rimanere tali ad evolvere in veri e propri atti di violenza fisica, riconducibili ai reati di percosse, lesioni e abusi sessuali.
I dati indicano che il 50% delle violenze fisiche o sessuali sono stati preceduti da stalking e che nel 10% dei casi le molestie assillanti si sono concluse con l'omicidio.
All'articolo 612 sulle minacce contro la persona è aggiunto il 612-bis che prevede misure contro gli “atti persecutori”: «È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque molesta o minaccia taluno con atti reiterati e idonei a cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero a ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero a costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita»
L' unico modo per tutelarsi e difendersi dallo stalker rimane comunque la denuncia. L’importanza della denuncia risiede anche nel suo significato di accoglimento e riconoscimento concreto del danno subito che concorre, insieme al sostegno psicologico, ad avviare il processo di riparazione e a rendere la vittima meno impotente ed indifesa.
Vanessa e Irene V. 3a
(Anna Carderi - Psicologa)

venerdì 6 febbraio 2009

LE PAROLE CHE FANNO MALE

Vorrei far riflettere, emozionare, vergognare, arrossire tutti quelli che si divertono con atti di bullismo.
Vorrei raccontarvi una breve storia.

Giardino di una scuola, giornata di sole, intervallo, ragazzi e ragazze che ridono, giocano, scherzano.
Uno solo non ride, anzi, il suo sguardo è davvero
triste, gli occhi bassi o rivolti verso le compagne. Alcuni ragazzi gli stanno attorno e lo chiamano con un nome un po' particolare...
Mentre scrivo penso che ho assistito per la milionesima volta alla stessa scena.
Credetemi, è una situazione molto imbarazzante anche per me che gli sono accanto.
Viene deriso perché si veste in un modo tutto suo e preferisce stare con le ragazze .
Sfido tutti quei ragazzi che si divertono a deriderlo:
- Sareste davvero capaci di ripeterle quando siete soli, senza il vostro gruppo di amici a rendervi coraggiosi o davanti ad un professore, ad un adulto?
Ma chiedo anche a tutti quelli che vedono altri occhi tristi:
-Fate sentire la vostra voce, raccontate altre brevi storie per far riflettere, emozionare, vergognare, arrossire tutti quelli che si divertono con atti di bullismo.
ER Redazione del Giornale